Week 1: 18 kanji, giri di parole, exploring Burano

Partita bene con i kanji, mi sono un po' persa nel fine settimana. Pazienza, tanto devo ancora finire di trasferire in anki il libro di Heisig. Per chi non lo sapesse, il signor Gianfranco (non mi ricordo il nome) Heisig è l'inventore di un metodo di studio dei kanji molto particolare: assegna un significato alle varie parti che compongono un ideogramma e li usa per inventare delle storielle che aiuteranno a ricordare il suddetto. Per esempio, questo kanji significa rischio; la parte superiore è un sole, mentre quella inferione un occhio: quindi, guardare il sole ad occhio nudo è rischioso per la vista. Ecco qua, ricordato il significato! Il trucco sta nell'inventarsi storie più assurde/violente/pornografiche/splatter possibile, e così ci si trova ad avere un cuoco che sbudella i suoi clienti, un uomo che viene corrotto con delle conchiglie, vecchietti gettati dalle scogliere, adolescenti drogati e San Bernardo con la bocca inchiodata.
Tutto questo è basato sul fatto che per il cervello umano è più facile memorizzare una figura di senso compiuto piuttosto che un ammasso di linee senza senso.
Ma andiamo oltre.

Traghetto

Questa settimana sono stata a Venezia con Sanchan e un nuovo compare. Quand'ero più piccola non mi piaceva per niente, la vedevo solamente come un frullato di turisti che puzzava di canali sporchi dove non si fa altro che comprare souvenir, ma ho dovuto ricredermi. Venezia, è molto, molto di più. La chiave per capire è scoprire, e la chiave per scoprire è perdersi. E io, sapete, sono bravissima in questo.

The slow-walker

Ti pavoneggiavi.

Frettolosa

Che bello cominciare l'anno ascoltando i Rancid. I loro testi riescono sempre a descrivere quello che penso. E pensare che io ci ho provato per anni, senza mai essere soddisfatta del risultato. 

Lanterne

Esprimermi è sempre stato difficile per me, e forse è questo che mi ha spinta a studiare le lingue: imparare più parole.

Stendino

Il problema è che molta gente pensa che ci sia bisogno di usarle tutte, facendo discorsi infiniti per spiegare un concetto, perché più parole si conoscono e più se ne possono usare, ma sarà vero? A volte troppe parole distraggono e basta.

Colour island


The passer by

E' così che sei tu, non sei mai stata una che gira intorno alle cose, ma in quelle poche righe io sento tutto: gli odori, i sapori, gli sguardi e i pensieri, non mi lasciano mai indifferente. Ogni tua parola mi resta dentro perché è definitiva, è lì perché deve esserci. Questa, per me, è l'ispirazione.

Io voglio conoscere tutte le parole
non per poterne usare di più, ma per poter scegliere quelle giuste.

Burano and the long-legged photographers



8 rockers:

  1. watermelon news9 gennaio 2012 01:39

    Post da paura!!! se non fossi seduto mi cederebbero le gambe...un inchino è d'obbligo!

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  2. Grazie Fede :) vediamo quanto riesco a far durare questa cosa...
    Se un giorno di questi ci troviamo devo raccontarti un paio di cosette!

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  3. Bello bello si, Venezia merita, Burano anche di piu`, bellissima giornata !

    Succhan vai cosi, a prestissimo per il nostro urbex!! :)

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  4. Sììì non vedo l'ora di urbexare! ^^

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  5. Bellissime foto... mi viene nostalgia :')

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  6. hehehe :) tra l'altro ci torno anche questo fine settimana a fare altre foto. Vorrà dire che io mi berrò uno spritz in tuo onore e tu... tu mangiati un toast con la vegemite per me che mi manca tanto!!

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  7. quale è il libro di hesing? Oppure è solo un metodo?

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    1. Ciao Luca, è un libro e si chiama "Remembering the Kanji".

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